Quella notte (Stéphanie)

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Le tue forme dipingevano i miei pensieri

Le tue gambe percorrevano tutte le strade della mia fantasia

La tua bocca fermava il tempo e svuotava lo spazio attorno a me

I tuoi occhi erano pezzi di cielo dove volare

I tuoi capelli erano cuscini dorati dove sognare

Quella notte pensavo non accadesse mai

Perché i giorni sparpagliavano i colori

e il tuo era lo stesso delle stelle

Camminiamo in riva ad un mare che non nascerà più

Assaporando la dolcezza degli stessi pensieri

Ti spogli ed i tuoi vestiti si perdono in carezze d’aria

Avvolgendomi come le onde del mare

Immergendomi in brividi che non conoscono morale

Le luci di un faro mi svegliano solitario sulla riva

mi sposto

l’oscurità profuma ancora di te

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Come Rán (Valérie)

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Caldo sorriso su neve metallica

per una mia indifferenza solo etica

mentre, silenzioso, ascoltavo i tuoi sguardi

 

Come Rán raccogli con la tua rete un annegato

prepari cuscini azzurri nel tuo letto d’argento

offri in un vassoio i frutti di Idunn

 

Il bianco annunciava un’alba senza colore

sorge l’aurora delle occasioni fuggenti.

Riemergo, dissennato, dal castello in fondo al mare

Donna e (è) gatta

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Sei solare in quanto luminosa

Sei lunare in quanto misteriosa

Sei calda ma non afosa

Sei fresca ma non fredda

Disegna

il tuo sguardo sui miei occhi

Guarda

nei miei occhi il tuo mondo

Scolpisci

il tuo sorriso sul mio

Riempi

la mia bocca dei tuoi sapori

Impregnami

dei tuoi odori

Graffiami

marchia il mio corpo come un felino

Lasciando

che la salsedine bruci la mia pelle

Accendendo

il mio fuoco nelle profondità del mare.

Il Cuscino (quando la solitudine è dolce)

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Nelle notti in cui mi sento solo abbraccio il cuscino

lo metto lungo, al mio fianco a riempire il letto, come fosse una Donna

non è una Donna qualsiasi, ma la prossima che passerà una notte accanto a me

forse perché un suo sguardo me lo ha già svelato

la mia solitudine è dolce in quelle notti

l’oscurità mi culla fino a quando un raggio di luce si posa sui miei occhi

cerca invano di accendere in me la visione reale dell’universo

anche da sveglio continuo ad immaginarla cercando impronte, odori e sapori

ridestato in maniera definitiva riscopro il piacere di un desiderio oniricamente svelato

un brivido scorre lungo la schiena, mentre una soffice piuma accarezza la mia bocca

suona la sveglia

ed io restituisco al cuscino la sua ordinaria utilità.